Cronaca
Palermo “chiama” Italia: mille firme per il “no” al Referendum
(com) Oltre mille cittadine e cittadini hanno sottoscritto…
(com) Oltre mille cittadine e cittadini hanno sottoscritto a Palermo un appello nazionale per votare NO al referendum sulla riforma costituzionale della Magistratura. Dalla città che ha vissuto la violenza della mafia, l’attacco alla magistratura e le stragi del 1992, prende forma una mobilitazione civile, non violenta ma rigorosa, in difesa della Costituzione democratica del 1948.
“Siamo cittadine e cittadini che amano la Costituzione democratica. La Costituzione è la nostra casa comune che ci ha tenuti al riparo da ogni deriva autoritaria”, si legge nel documento. Un appello nato spontaneamente, dal basso, che individua nella riforma un intervento che altera l’equilibrio tra i poteri dello Stato, intaccando l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, architrave del sistema dei pesi e contrappesi su cui si fonda la Repubblica.
Secondo i promotori, la riforma – presentata come intervento tecnico – non affronta i problemi reali della giustizia, ma interviene sulla struttura costituzionale del potere giudiziario. La separazione delle carriere viene definita “uno specchietto per le allodole” dietro cui si cela la subordinazione della magistratura al potere politico.
“Con la sottomissione della magistratura al potere politico – si legge nell’appello – se ne cancella di fatto l’indipendenza e l’autonomia e si riscrive la divisione dei poteri in senso autoritario e non più democratico”.

I firmatari sottolineano come le ricadute di una magistratura indebolita non riguardino i magistrati, ma i cittadini: lavoratori e lavoratrici, soggetti deboli, migranti, comunità locali e l’ambiente stesso. Senza un controllo di legalità effettivo sull’esercizio del potere, i diritti diventano fragili e la democrazia perde sostanza.
L’appello è sottoscritto da una pluralità ampia e trasversale di cittadine e cittadini, espressione di diverse realtà sociali, professionali e culturali. Tra i firmatari figurano giornalisti, medici, avvocati, farmacisti, impiegati pubblici e privati, imprenditori, insegnanti, scrittori, fotografi, operatori culturali, lavoratrici e lavoratori di differenti settori produttivi. Una composizione eterogenea che testimonia come la difesa della Costituzione e dell’equilibrio democratico non sia questione di categoria o appartenenza politica, ma patrimonio condiviso di una comunità civile consapevole e responsabile.
L’appello si inserisce in un processo di mobilitazione che cresce spontaneamente in tutto il Paese. Da nord a sud si moltiplicano iniziative pubbliche, assemblee e momenti di confronto per sostenere le ragioni del NO.
Da Palermo parte ora un’iniziativa concreta: indire per il 7 marzo una Giornata nazionale di mobilitazione per il NO al referendum, con iniziative diffuse in tutte le città italiane, nei luoghi di lavoro, di studio e della vita quotidiana.
“È in gioco l’equilibrio democratico della Repubblica. Difendere la Costituzione del 1948 significa difendere la libertà oggi e per le generazioni future”, concludono i promotori.
Da Palermo al Paese, un appello alla responsabilità e alla partecipazione.
Per le adesioni alla Giornata Nazionale di Mobilitazione indetta da Palermo
Scrivere a: mobilitazioneperilno@gmail.com
Per sottoscrivere l’appello:
https://c.org/8WjHhkYmgW
A sostegno delle attività di comunicazione e informazione, in occasione della Giornata di Mobilitazione Nazionale del 7 Marzo, è nato un Gruppo di lavoro partecipato e aperto, che si occupa delle relazioni con la stampa e dello sviluppo della comunicazione sulle piattaforme digitali, con l’obiettivo di garantire trasparenza, diffusione e coinvolgimento su tutto il territorio nazionale.
Il Testo integrale dell’appello
Appello in difesa della Costituzione italiana
appello per una mobilitazione nazionale
appello per fare il 7 marzo la giornata nazionale per il NO
Siamo cittadine e cittadini che amano la Costituzione democratica.
La Costituzione è la nostra casa comune che ci ha tenuti al riparo da ogni deriva autoritaria.
È il presidio democratico di differenti culture, soprattutto oggi in un mondo devastato dalle guerre e attraversato da pulsioni violente e autoritarie.
Ci siamo riuniti spontaneamente a Palermo, città che ha vissuto la violenza inaudita della mafia, l’attacco alla magistratura e le stragi del ’92, e che ci ha motivato ad una storica reazione civile.
È da qui che lanciamo un appello a tutte e a tutti i democratici, alle cittadine e ai cittadini italiani per una mobilitazione nazionale per dire NO a questa riforma e al tentativo di riscrivere la Costituzione in senso autoritario manomettendo la divisione dei poteri che è l’architrave di ogni vera democrazia.
La separazione delle carriere sia solo uno specchietto per le allodole che conduce alla sottomissione della magistratura al potere politico attentando alla sua indipendenza e autonomia.
Le ricadute di una magistratura sottomessa al potere politico graveranno tragicamente sulle nostre libertà, sui cittadini comuni, sui lavoratori e le lavoratrici, sui soggetti deboli della nostra società, sui migranti e sull’ambiente che è la nostra casa naturale. E si dispiegherà una ulteriore repressione del dissenso.
Nel paese è in atto una grande mobilitazione referendaria che cresce spontaneamente di giorno in giorno e che vede, da nord a sud, cittadine e cittadini unirsi in una aggregazione dal basso per votare NO a questa riforma.
Con questo appello avvertiamo l’urgenza di raggiungere tutti coloro che hanno a cuore la democrazia invitandoli a dire NO a questa riforma autoritaria e a mobilitarsi in tutte le forme possibili, in tutti i territori, nei luoghi di lavoro, di studio e della vita quotidiana in difesa della nostra Costituzione democratica.
Da Palermo lanciamo un appello perché il 7 marzo prossimo diventi in tutta Italia una “giornata di mobilitazione nazionale per il NO al referendum” per difendere la nostra democrazia.
(www.teleone.it)
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