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Cronaca

La guerra si espande: Hezbollah attacca Israele, la risposta provoca oltre 30 morti, da Teheran “nessuna negoziazione con gli Usa”

Il movimento sciita libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, ha…

Il movimento sciita libanese Hezbollah, proxy dell’Iran, ha lanciato missili e droni nel nord di Israele, segnando il suo ingresso nella guerra tra Israele e Iran. Hezbollah ha affermato che i lanci rappresentano una rappresaglia per l’uccisione della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, nell’operazione congiunta di Israele e Stati Uniti lanciata sabato. L’esercito israeliano ha iniziato a colpire quelli che ha definito obiettivi di Hezbollah in risposta, uccidendo almeno 31 persone e ferendone 149, secondo quanto riportato dal ministero della Salute libanese.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di aver colpito “precisamente” “terroristi di alto rango di Hezbollah” nell’area di Beirut, nonché un “terrorista di Hezbollah centrale” nel Libano meridionale. L’Aeronautica israeliana ha colpito anche obiettivi di Hezbollah nella valle della Bekaa. Si è vanificata, quindi, la fine degli attacchi di Hezbollah a Israele sancita dal cessate il fuoco raggiunto a novembre 2024. Il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha confermato che Israele ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah in Libano e ha avvertito che ci saranno diversi giorni di combattimenti. L’esercito “ha lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah. Non stiamo operando solo in modo difensivo, ora stiamo anche passando all’offensiva. Dobbiamo prepararci per i molti e prolungati giorni di combattimento che ci attendono”, ha detto.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno pubblicato nuovi filmati di attacchi aerei contro i lanciamissili balistici iraniani e altri obiettivi militari in Iran. Durante la notte, hanno detto i militari, è stata lanciata un’ondata di raid su Teheran. Prosegue per il terzo giorno consecutivo l’operazione israeliana “Il ruggito del leone” lanciata sabato che finora ha decapitato i vertici militari iraniani e la guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Dall’inizio dell’operazione, le Idf hanno “intercettato con successo” circa 50 droni lanciati dall’Iran. Dopo circa 9 ore di pausa, questa mattina dall’Iran sono stati lanciati missili che hanno fatto attivare le sirene d’allarme nel centro e nel sud di Israele, senza provocare vittime. Finora, gli attacchi missilistici iraniani su Israele hanno provocato dieci morti e 777 persone sono state evacuate negli ospedali, di cui 86 sono attualmente ricoverate in ospedale o al pronto soccorso. Quattro sono in gravi condizioni, secondo i dati del ministero della Salute israeliano.

Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha smentito su X la notizia del Wall Street Journal secondo cui avrebbe contattato gli Stati Uniti tramite l’Oman per chiedere di riprendere i negoziati. “Non negozieremo con gli Stati Uniti”, ha scritto. Secondo Larijani, “Trump ha imposto il caos nella regione con le sue false speranze, e ora teme ulteriori perdite americane. Con le sue azioni, ha trasformato il suo slogan, ‘America First’, in ‘Israel First’, sacrificando soldati americani per la ricerca del predominio di Israele”.

Il portavoce del comando Khatam al-Anbiya (sigillo dei profeti), quartier generale unificato delle forze armate iraniane, ha dichiarato che la base aerea americana di Ali al-Salem in Kuwait è stata “completamente messa fuori servizio” a seguito di recenti attacchi missilistici e con droni. Secondo le dichiarazioni riportate da fonti iraniane e rilanciate su vari canali arabi e internazionali, il portavoce ha aggiunto che la portaerei statunitense USS Abraham Lincoln ha subito un attacco con quattro missili da crociera (in alcune versioni indicate come balistici), dopo il quale sarebbe fuggita dalla sua posizione operativa nel Golfo, dirigendosi verso sud-est, presumibilmente nell’Oceano Indiano. Le affermazioni fanno parte di una serie di comunicati emessi in contesto di escalation regionale, con riferimenti a “onde” multiple di operazioni (come “al-Wa’d al-Sadiq 4”) che avrebbero colpito basi Usa nel Golfo, inclusa quella in Bahrain, e infrastrutture navali in Kuwait. Il portavoce ha anche menzionato danni a tre navi cisterna americane e britanniche nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, nonché attacchi con quattro droni contro installazioni navali Usa in Bahrain.

Da parte statunitense, il Comando Centrale (CENTCOM) ha smentito categoricamente che la USS Abraham Lincoln sia stata colpita, definendo le rivendicazioni iraniane “bugie” e precisando che i missili “non si sono nemmeno avvicinati” alla nave, la quale continua a operare regolarmente lanciando velivoli in supporto alle operazioni in corso. Non risultano conferme indipendenti di danni significativi alla base Ali al-Salem o alla portaerei, mentre le autorità kuwaitiane hanno riferito in precedenza di intercettazioni e limitati effetti da frammenti in aree vicine. Il contesto è segnato da tensioni altissime dopo attacchi Usa-israeliani in Iran, inclusa la morte del leader supremo Ali Khamenei, con reciproche accuse di escalation e minacce di ulteriori rappresaglie.

(www.teleone.it)

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