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Cronaca

Ancora raid di Israele a Teheran, colpito edificio del summit per la nuova Guida Suprema: per Trump “distrutte le capacità militari iraniane”

Fonti vicine alla rete televisiva Al Hadath riferiscono…

Fonti vicine alla rete televisiva Al Hadath riferiscono che l‘aviazione israeliana ha condotto un attacco mirato contro un edificio nel centro di Teheran dove, secondo le informazioni di intelligence, era in corso una riunione segreta per l’elezione del successore del defunto Leader Supremo Ali Khamenei. L’obiettivo sarebbe stato un sito designato per ospitare i membri del Consiglio degli Esperti (Majlis-e Khobregan) o un comitato ristretto incaricato di accelerare la procedura di successione, in un momento di grave vuoto di potere dopo l’eliminazione di Khamenei nei raid iniziali Usa-Israele di sabato scorso. L’attacco – descritto come “preciso e chirurgico” dalle fonti – avrebbe colpito una struttura nel cuore della capitale iraniana, presumibilmente nelle vicinanze di aree istituzionali sensibili come Piazza della Rivoluzione o complessi governativi adiacenti. Non sono ancora disponibili conferme ufficiali dal governo iraniano né un bilancio preciso delle vittime, ma media pro Guardie della Rivoluzione, come Tasnim e Fars, parlano di “esplosioni violente” e “colonne di fumo” visibili nel centro città, con segnalazioni di danni a edifici civili circostanti e possibili feriti tra i presenti alla riunione. La notizia arriva poche ore dopo la distruzione dell’edificio ufficiale del Consiglio degli Esperti a Qom e i raid su Meydan-e Enghelab, segnando un’escalation mirata contro i meccanismi di transizione del potere supremo in Iran.

L’obiettivo di Israele e Usa, secondo alcuni analisti regionali, sarebbe quello di impedire la rapida stabilizzazione di una nuova leadership teocratica capace di coordinare efficacemente la rappresaglia. Se confermata, l’operazione contro la riunione a Teheran rappresenterebbe un colpo gravissimo: il Consiglio degli Esperti è l’unico organo costituzionale autorizzato a nominare, supervisionare e – in caso di necessità – rimuovere il Rahbar (Leader Supremo), e qualsiasi interruzione fisica del processo di successione potrebbe prolungare il caos istituzionale, frammentare ulteriormente il comando militare e accelerare il collasso del controllo centrale a Teheran. Le autorità iraniane hanno finora mantenuto il silenzio sulla riunione e sull’attacco, limitandosi a denunciare “aggressioni sioniste contro la sovranità nazionale e la volontà popolare”.

COLPITO AEROPORTO A TEHERAN

I media iraniani riferiscono che attacchi aerei hanno colpito l’aeroporto Mehrabad di Teheran. Poco prima l’esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime a Teheran e ha emesso un avviso di evacuazione rivolto ai civili iraniani in vista di raid sulla zona industriale di Teheran.

TRUMP “CAPACITÀ MILITARI IRANIANE DISTRUTTE”

L’operazione militare in Iran “sta andando bene” e le capacità militari della Repubblica Islamica “sono state distrutte”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando con i cronisti a fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz, alla Casa Bianca. “L’aviazione è stata distrutta, la marina è stata distrutta, così come la difesa antiaerea, e non hanno più tanti missili”, ha aggiunto Trump. E sui prezzi del petrolio, ha spiegato che “saranno alti per un po’, ma appena tutto questo finirà scenderanno a livelli ancora più bassi di prima”.

QATAR NEGA COINVOLGIMENTO IN OPERAZIONI CONTRO L’IRAN

Il Ministero degli Esteri del Qatar ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui nega categoricamente qualsiasi partecipazione di Doha a operazioni militari o campagne ostili contro l’Iran. “Non facciamo parte della campagna contro l’Iran, e stiamo esercitando il nostro diritto all’autodifesa e a scoraggiare gli attacchi al nostro Paese” si legge nel comunicato, diffuso attraverso i canali ufficiali qatarioti. Il portavoce Majed Ansari ha sottolineato che il Qatar non ha fornito supporto logistico, intelligence o basi per azioni offensive contro Teheran, ribadendo la tradizionale posizione di neutralità attiva e di mediazione regionale del paese. “Esortiamo i media a fare affidamento su fonti qatariote credibili quando pubblicano report relativi al Qatar”, ha aggiunto, in un evidente riferimento a notizie circolate negli ultimi giorni che attribuivano a Doha un ruolo attivo nel conflitto o la fornitura di supporto indiretto alle operazioni Usa-Israele.

La presa di posizione arriva mentre lo spazio aereo qatariota rimane chiuso e la base aerea di Al Udeid – la più grande installazione militare Usa nel Medio Oriente – continua a essere bersaglio di minacce iraniane, con droni e missili intercettati nelle vicinanze nelle ultime ore Le autorità di Doha hanno attivato protocolli di emergenza per proteggere civili e infrastrutture critiche, inclusi i 8.000 passeggeri bloccati in transito all’aeroporto Hamad e sulle navi da crociera, tutti assistiti senza interruzioni. Il Qatar ha storicamente mantenuto canali di dialogo aperti con l’Iran, fungendo da mediatore in diverse crisi regionali, e ha respinto con forza qualsiasi narrazione che lo dipinga come parte del fronte anti-iraniano La dichiarazione invita a una maggiore prudenza nella copertura mediatica per evitare disinformazione che possa aggravare le tensioni già elevate nel Golfo.

Il comunicato conclude con un appello alla de-escalation immediata e al ritorno al dialogo, sottolineando che “la sicurezza e la stabilità della regione passano attraverso il rispetto della sovranità di tutti gli Stati e l’astensione da azioni che minacciano la pace collettiva”.

OLTRE 60 ONDATE DI ATTACCHI ISRAELIANI NELL’OVEST DELL’IRAN

L’Aeronautica militare israeliana ha completato oggi “oltre 60 ondate di attacchi nell’Iran occidentale per danneggiare i sistemi di fuoco del regime terroristico iraniano e rafforzare il controllo aereo delle Forze di difesa nella regione”. Lo riferisce l’esercito israeliano. Nell’ambito delle ondate di attacchi, oggi l’Aeronautica militare “ha attaccato decine di lanciamissili, sistemi di difesa e altri sistemi di fuoco utilizzati dal regime terroristico iraniano, al fine di danneggiare i sistemi missilistici del regime iraniano e ridurre il più possibile il fuoco contro lo Stato di Israele”.

AVANZATA ISRAELIANA IN LIBANO

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato di aver approvato, insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu, l’avanzata dell’esercito e la conquista di ulteriore territorio in Libano, “per impedire il fuoco sulle comunità israeliane di confine”. Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver avviato l’operazione di terra nel sud del Libano, a poco più di 24 ore dal lancio di razzi e droni da parte del gruppo armato libanese Hezbollah, proxy dell’Iran. Secondo la dichiarazione, “le Idf stanno lavorando per creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord di Israele, attraverso attacchi su vasta scala alle infrastrutture di Hezbollah, al fine di contrastare le minacce e prevenire tentativi di infiltrazione in territorio israeliano”. (foto italpress)

(www.teleone.it)

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