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Sicilia

Fanno prostituire minorenne: Partinico, sotto accusa madre e sorella della ragazza

Hanno costretto una ragazza, minorenne, a prostituirsi. Partinico, le accuse per la madre e per la sorella della giovane – L’INCHIESTA

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Avrebbero fatto prostituire una ragazza, ancora minorenne, organizzando un po’ tutto. Dagli incontri ai dettagli di ogni cosa. E di questo sono accusate la madre e la sorella di una ragazza.

L’inchiesta giudiziaria è stata portata avanti dai carabinieri della compagnia di Partinico, che hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 6 indagati (di cui 2 destinatari della custodia cautelare in carcere, 2 degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e 2 dell’obbligo di dimora nel comune di residenza). (👇 continua sotto 👇)
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Dalla cittadina in provincia di Palermo le accuse partite sono a vario titolo di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nonché di atti sessuali con minore. Il provvedimento è stato emesso del gip dl tribunale di Palermo. Le misure sono state eseguite tra le province di Palermo e Agrigento.

L’indagine, scattata nell’agosto 2021 e condotta fino al febbraio di quest’anno con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ha consentito ai militari dell’Arma, coordinati dalla procura, di documentare come una ragazza minorenne fosse stata indotta dalla madre e dalla sorella ad avere rapporti sessuali, a pagamento, con due degli indagati, facendo emergere un giro di prostituzione creato e alimentato proprio dalle due donne, secondo l’accusa.

Quest’ultime, inoltre, avrebbero avuto l’appoggio di un loro familiare e di coloro che, dopo aver consumato atti sessuali con le donne, si sarebbero adoperati per organizzare incontri e procacciare loro ulteriori “clienti”. (foto archivio)
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Cronaca

Inchiesta Pandora a Catania, fra i 29 indagati c’è anche Sammartino

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato emesso dalla Procura di Catania nei confronti di 29 indagati nell’inchiesta Pandora, incanalata su indagini dei Carabinieri, su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata ed episodi di corruzione al Comune di Tremestieri Etneo. La notizia è riportata dal quotidiano La Sicilia. Tra i destinatari del provvedimento c’è anche […]

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L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato emesso dalla Procura di Catania nei confronti di 29 indagati nell’inchiesta Pandora, incanalata su indagini dei Carabinieri, su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata ed episodi di corruzione al Comune di Tremestieri Etneo.

La notizia è riportata dal quotidiano La Sicilia. Tra i destinatari del provvedimento c’è anche il leader della Lega in Sicilia, Luca Sammartino che, indagato per due presunti casi di corruzione, il 17 aprile scorso si è dimesso da vicepresidente della Regione Siciliana e da assessore all’Agricoltura dopo essere stato sospeso dalle funzioni pubbliche dal gip. Il suo legale, l’avvocato Carmelo Peluso, ha presentato appello contro il provvedimento: l’udienza si terrà il 26 giugno.

Due dei 29 indagati destinatari dell’avviso di conclusione indagini sono in carcere, sono: l’ex sindaco di Tremestieri Santi Rando e Pietro Alfio Cosentino indagati per voto di scambio politico-mafioso per le amministrative del 2015.

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Tra gli indagati anche due esponenti di spicco di Cosa nostra: Francesco Santapaola e Vito Romeo, quest’ultimo cognato di Cosentino.
L’inchiesta punta a fare luce anche su appalti e affidamenti dei lavori al Comune, e su questo fronte la Prefettura di Catania ha acceso un ulteriore faro disponendo un accesso ispettivo sull’Ente locale.

Sammartino ha sempre contestato le accuse, esprimendo “piena fiducia nella magistratura”. Due i presunti casi di corruzione contestati dalla Procura. Il primo è di avere favorito il proprietario di una farmacia a Tremestieri Etneo impegnandosi nell’impedire l’apertura a un suo concorrente. In cambio avrebbe ottenuto l’appoggio elettorale per la candidata alle europee che lui sosteneva nel 2019 per il Pd, Caterina Chinnici, poi eletta e ora in Forza Italia, totalmente estranea all’inchiesta. Il secondo caso riguarda due carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria della Procura, uno in servizio e l’altro in aspettativa, che avrebbero fornito notizie su eventuali indagini nei suoi confronti e bonificato da eventuali cimici la sede della sua segreteria.

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Cronaca

Catania, riapre pronto soccorso del Policlinico dopo perdita gasolio

E’ stato riaperto il pronto soccorso del Policlinico universitario di Catania che era stato chiuso per la presenza dei vapori scaturiti da una perdita di gasolio (LEGGI) da un gruppo elettrogeno, che si era attivato per un distacco dell’energia elettrica. La struttura è stata rimessa in sicurezza e la dirigenza dell’azienda ospedaliera ha avvisato la […]

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E’ stato riaperto il pronto soccorso del Policlinico universitario di Catania che era stato chiuso per la presenza dei vapori scaturiti da una perdita di gasolio (LEGGI) da un gruppo elettrogeno, che si era attivato per un distacco dell’energia elettrica.

La struttura è stata rimessa in sicurezza e la dirigenza dell’azienda ospedaliera ha avvisato la centrale operativa del 118 che il pronto soccorso è tornato a essere pianamente operativo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuioco e agenti delle Volanti della Questura.

LEGGI ANCHE: “Perdita di gasolio”: chiuso pronto soccorso del Policlinico di Catania

La riapertura del “pronto soccorso del presidio ospedaliero Rodolico di via Santa Sofia” che “ha ripreso la consueta attività dopo la breve interruzione del pomeriggio” è ufficializzata con una nota dal Policlinico etneo. Lo ha reso noto il direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria, Gaetano Sirna.

Il manager “per tutto il pomeriggio è rimasto in costante contatto con il presidente della Regione Renato Schifani, con l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo e con il direttore della Pianificazione strategica dell’assessorato Salvatore Iacolino”, riferendo loro “ogni passeggio della procedura di ripristino e messa in sicurezza dell’impianto che ha subito una perdita di carburante”.

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“Il servizio di emergenza urgenza – prosegue la nota del Policlinico di Catania – è quindi ritornato a pieno regime dopo la risoluzione del problema e la messa in sicurezza delle strutture e dei pazienti. Il sistema di gestione della crisi ha funzionato in maniera egregia consentendo il superamento dell’emergenza in appena tre ore”.

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Cronaca

Tragedia nel Catanese: schianto in moto, Alessandro muore a 22 anni

Alessandro Milici perde la vita in uno scontro avvenuto fra un’auto ed una moto: i dettagli

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Lacrime a Camporotondo Etneo per la tragica scomparsa del 22enne Alessandro Milici, vittima di un incidente avvenuto in via Pantano, nella zona industriale di Belpasso. Alessandro, impiegato in una delle attività del centro commerciale Etnapolis, stava tornando a casa in moto quando si è scontrato frontalmente con una Volkswagen Golf guidata da un 31enne del posto.

Il violento impatto non ha lasciato scampo al giovane motociclista, che viaggiava su una Honda Shadow. I sanitari del 118, giunti tempestivamente sul luogo dell’incidente, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del ragazzo.

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Il conducente dell’auto, invece, è stato trasportato all’ospedale SS. Salvatore di Paternò, per essere sottoposto a test per rilevare uso di droga e alcol.

I carabinieri della Stazione di Belpasso hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente, mentre i vigili del fuoco del distaccamento di Paternò sono intervenuti per illuminare la zona, totalmente al buio. Il magistrato di turno del Tribunale di Catania ha disposto il sequestro dei mezzi coinvolti, mentre la salma di Alessandro è stata trasportata all’obitorio del Policlinico di Catania, in attesa di essere restituita ai familiari.

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Cronaca

Violenza shock ad Agrigento: soccorritore del 118 picchiato brutalmente da paziente

Si è trattato di una violenza inaudita: per la vittima dell’aggressione, trauma cranico e ricovero d’urgenza

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Un soccorritore della Seus è stato aggredito nel pomeriggio di ieri ad Agrigento dal paziente che stava soccorrendo e da un familiare di quest’ultimo. L’operatore è stato picchiato violentemente, perdendo conoscenza e riportando un trauma cranico. È stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove è rimasto sotto osservazione.

“Un atto vile, purtroppo l’ennesimo contro i nostri operatori del 118, che svolgono il proprio dovere con grande professionalità e dedizione,” ha dichiarato il consiglio di amministrazione della Seus, rappresentato dal presidente Riccardo Castro, insieme a Pietro Marchetta e Maria Stella Marino. “Al nostro soccorritore va tutta la nostra solidarietà, e siamo pronti a tutelarlo in ogni sede”.

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Anche Giuseppe Misuraca, responsabile della Centrale Operativa del 118 di Agrigento, è intervenuto condannando fermamente l’aggressione: “È un grave atto di violenza che colpisce ancora una volta il personale dell’emergenza-urgenza. Siamo vicini al collega e gli auguriamo una pronta guarigione”.

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