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Cronaca

Febbre alta, poi la crisi respiratoria: muore a 13 anni a Palermo

La tragedia si è consumata all’ospedale dei Bambini, dove il piccolo era stato ricoverato

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Aveva avuto la febbre alta, per alcuni giorni. Una influenza che però poi si è tramutata nella più assurda delle tragedie. Piange Aliminusa, cittadina in provincia di Palermo.

Un ragazzino di 13 anni, Epifanio Riili, è morto dopo essere stato trasportato all’ospedale pediatrico dei Bambini, nel capoluogo. Lì è, tuttavia, deceduto intorno alla mezzanotte di oggi, dopo una crisi respiratoria. Una scomparsa improvvisa che ha colpito l’intera comunità madonita e non solo.

La drammatica notizia è stata data dal sindaco di Aliminusa, Michela Panzarella. “Un dolore – ha detto – senza eguali. Siamo tutti attoniti. Non riusciamo a comprendere la ragione di una così grande tragedia. La morte del piccolo Epifanio ha generato sconforto in tutta la comunità. Era un bambino meraviglioso, affettuoso e pieno di vita. Lo avevo incontrato qualche giorno fa in occasione della festa del carnevale. Correva, giocava e dimostrava affetto a tutti. Era un bambino gioioso e pieno di vita. È davvero doloroso dovere dare notizia della morte di un bambino amato da tutti e che fa parte della nostra comunità. Siamo vicini alla famiglia e dimostreremo loro il nostro affetto. Abbiamo proclamato il lutto cittadino“.

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Cronaca

Palermo, legionella ai Cantieri culturali della Zisa: chiudono gli uffici

Disposta la sanificazione, si aspettano nuovi esami: concerti nel piazzale non saranno cancellati

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(Laura Lo Re) Legionella alle condutture dei cantieri culturali della Zisa emersa dai controlli eseguiti dall’accademia delle belle arti che segue un protocollo. Gli esami positivi sono arrivati ai responsabili delle attività culturali comunali che hanno disposto la chiusura degli spazi di pertinenza.

I concessionari dovranno adeguarsi. Disposta la sanificazione e si aspettano nuovi esami. I concerti programmati nel piazzale non saranno cancellati, poiché l’organizzazione si avvale di bagni chimici esterni, quindi la salute degli spettatori non è a rischio.

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Cronaca

Università, due ragazze siciliane vincono l’Amazon Women in Innovation

E’ Nicole Insalaco, studentessa del corso di Laurea in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Palermo, la vincitrice della sesta edizione di “Amazon Women in Innovation”, la borsa di studio promossa e finanziata da Amazon per aiutare le giovani studentesse di discipline Stem (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) a inserirsi nel settore dell’economia digitale, dell’innovazione […]

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E’ Nicole Insalaco, studentessa del corso di Laurea in Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Palermo, la vincitrice della sesta edizione di “Amazon Women in Innovation”, la borsa di studio promossa e finanziata da Amazon per aiutare le giovani studentesse di discipline Stem (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) a inserirsi nel settore dell’economia digitale, dell’innovazione e della tecnologia.

La giovane meritevole – insieme alle vincitrici degli altri sei Atenei italiani coinvolti nell’iniziativa di Amazon – usufruirà di un finanziamento di 6000 euro per l’anno accademico 2023/24, con possibilità di rinnovo nei successivi due anni, assieme all’opportunità di disporre di una mentor Amazon, una manager dell’azienda con cui confrontarsi per sviluppare competenze utili per il proprio futuro percorso professionale: dalle tecniche per creare un curriculum efficace, ai consigli per affrontare un colloquio di lavoro.

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Nicole Insalaco ha 19 anni e per frequentare il primo anno di Ingegneria Informatica all’Università degli Studi di Palermo ha lasciato Serradifalco, un paesino di circa 5mila abitanti in provincia di Caltanissetta in cui è nata e vissuta. Decisa a coltivare le proprie passioni e a migliorare se stessa e le proprie capacità, finora Nicole è la prima in famiglia e nel suo gruppo di amiche di sempre ad essersi avvicinata all’ambito delle STEM. “Sono sempre stata affascinata dall’ambito scientifico, eppure decidere di studiare informatica è stato un vero e proprio salto nel vuoto: non mi ci ero mai approcciata prima dell’Università. Ora che è terminato questo primo anno posso però ritenermi soddisfatta”.

Ogni giorno, lo studio le conferisce sempre più strumenti per capire l’attualità: “Intelligenza artificiale e cyber security sono tematiche attualissime, che ora studio in Università e che mi piacerebbe potessero diventare il mio lavoro in futuro”. La possibilità di fare domanda per la borsa di studio le è stata presentata casualmente, durante una lezione in facoltà: “ero entusiasta della possibilità, non solo per l’aiuto economico che la borsa di studio rappresenta, ma anche per il percorso di mentorship offerto. Ho fatto domanda senza grandi aspettative e poi sono rimasta sorpresa quando ho scoperto di averla vinta”.

Primo anno da fuorisede, Nicole vive questo passo fuori casa con indipendenza e consapevolezza: “Ho sempre pensato di dover seguire la mia strada. Pazienza se non fosse quella già intrapresa dalla mia famiglia, o scelta dalle mie amiche e coetanee. Sono l’unica del mio gruppo a studiare Ingegneria Informatica, e a farlo a Palermo. Seppur a poche ore da casa, trovarmi in un nuovo contesto, da sola, mi permette di lavorare su me stessa, e scoprire ogni giorno nuove sfaccettature del mio carattere che non conoscevo, o semplicemente non erano ancora emerse”.

Piedi ben saldi a terra e sano pragmatismo, Nicole non sa ancora cosa le riserverà il futuro, ma sta lavorando per avere a disposizione tutti gli strumenti per affrontarlo al meglio. È Flavia Bruselles, studentessa del corso di Laurea in Ingegneria Informatica all’Università di Catania, la vincitrice della sesta edizione di “Amazon Women in Innovation”, la borsa di studio promossa e finanziata da Amazon per aiutare le giovani studentesse di discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) a inserirsi nel settore dell’economia digitale, dell’innovazione e della tecnologia.

La giovane meritevole – insieme alle vincitrici degli altri sei Atenei italiani coinvolti nell’iniziativa di Amazon – usufruirà di un finanziamento di €6.000 per l’anno accademico 2023/24, con possibilità di rinnovo nei successivi due anni, assieme all’opportunità di disporre di una mentor Amazon, una manager dell’azienda con cui confrontarsi per sviluppare competenze utili per il proprio futuro percorso professionale:  dalle tecniche per creare un curriculum efficace, ai consigli per affrontare un colloquio di lavoro. Flavia Bruselles ha 20 anni; da Caltagirone è tornata quest’anno a Catania, sua città natale, per frequentare il primo anno di Ingegneria Informatica. Quando le si domanda del suo interesse per le discipline STEM, risponde che la curiosità è un’attitudine che ha ereditato da suo padre, come la passione per la programmazione di software.

Niente a che vedere realmente con il suo lavoro. Papà è un ceramista, eppure, se dovessi pensare a un esempio che mi ha motivato a intraprendere questo percorso di studi, farei proprio il suo nome, che negli anni è sempre riuscito a ricavarsi tempo ed energie per questo hobby.” Biochimica, fisica e informatica sono le materie preferite di Flavia. “Concluso il liceo scientifico sapevo di volermi rivolgere al mondo delle STEM, ma non avevo ancora identificato il percorso più giusto per me. È stata una mia amica ad aiutarmi nella scelta: suo fratello frequentava già ingegneria e i suoi racconti sono stati uno stimolo sia per me, sia per lei. Abbiamo iniziato questo percorso insieme, supportandoci a vicenda”. Per Flavia, ingegneria è una disciplina in continua evoluzione: già interessata al machine learning, resta comunque aperta alla possibilità che “il suo lavoro del futuro non sia ancora stato creato”. La domanda per ottenere la borsa di studio Amazon Women in Innovation l’ha fatta assieme alle sue colleghe di università: “in classe siamo solo poche ragazze. Tutte l’abbiamo colta subito come un’opportunità e la vittoria è stata inaspettata, ancora surreale. D’accordo con i miei genitori, utilizzerò il finanziamento per aiutarli con le spese da fuorisede, e mi informerò sulla possibilità di frequentare corsi avanzati di inglese”.

Ad affascinare Flavia, lo studio e la progettazione in team, un aspetto che spera di ritrovare anche in futuro in ambito lavorativo: “i lavori di gruppo premiamo la diversità. Ciascuno con il proprio modo di pensare e il proprio percorso. È un esercizio e un momento di crescita per tutti”.

Tra i colleghi in facoltà, solo poche le ragazze: “Eppure sono sicura che se si organizzassero maggiori incontri con donne impiegate in settori scientifici, la situazione sarebbe differente. Credo che molto spesso le ragazze siano restie a scegliere percorsi di studi STEM perché banalmente non conoscono concretamente le opportunità di lavoro che offrono. Anche per questo ho fatto domanda per la borsa di studio Amazon Women In Innovation, per la possibilità di confrontarmi con una mentor”. (foto ufficio stampa Amazon)

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Cronaca

Fallimento “pilotato” di Torre Makauda, a Sciacca: 6 misure cautelari, sequestro da 30 milioni

Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio

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I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo e della Compagnia di Sciacca hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 6 persone, destinatari della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali e/o professionali ovvero di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche o imprese.

Gli indagati sono indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, corruzione e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Con il medesimo provvedimento il Gip ha disposto il sequestro preventivo, per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, di disponibilità finanziarie e di 3 società operanti nel settore immobiliare, due delle quali proprietarie della nota struttura turistico-alberghiera denominata “Torre Macauda”, sita a Sciacca, in provincia di Agrigento.

Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 50 militari della Guardia di Finanza, in forza ai Reparti di Palermo e Agrigento.

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Le indagini, condotte dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo (G.I.C.O.), con l’ausilio dei colleghi della Compagnia di Sciacca, avrebbero permesso di ipotizzare complesse e strutturate operazioni finanziarie finalizzate alla distrazione di ingenti disponibilità di spettanza delle società che nel tempo avevano detenuto la proprietà del complesso ricettivo, sino a causarne il dissesto e il successivo fallimento. Attuando poi un articolato schema di riciclaggio, che sarebbe stato concordato tra gli imprenditori indagati e dirigenti e consulenti di un primario istituto di credito nazionale, il sodalizio avrebbe riacquisito la stessa struttura ricettiva che, nel frattempo, era stata messa in vendita mediante asta esecutiva.

In concreto, le attività d’indagine avrebbero “permesso di individuare una prima fase dell’articolato disegno criminoso, relativa all’acquisto di un credito (per circa 28 milioni di euro) vantato dallo stesso istituto bancario nei confronti del gruppo imprenditoriale proprietario del complesso turistico, a fronte del pagamento di soli 4 milioni di euro, utilizzando al riguardo i fondi sottratti alle società fallite”.

Una seconda fase, sarebbe relativa al “riacquisto” della struttura ricettiva, in sede di asta esecutiva, a fronte di un’offerta di circa 8 milioni di euro che il soggetto giuridico aggiudicatario, sempre riconducibile allo stesso gruppo imprenditoriale, non avrebbe interamente pagato all’istituto bancario.

In quest’ultimo caso, sarebbe stato determinante il ruolo di importanti dirigenti bancari che avrebbero falsamente attestato l’avvenuto pagamento nella dichiarazione di quietanza necessaria all’emissione, da parte del Giudice dell’esecuzione, del “decreto di trasferimento” del complesso turistico. Gli stessi avrebbero altresì impartito le disposizioni di bonifico e quelle relative all’apertura ed alla successiva estinzione dei conti correnti utilizzati per far transitare le somme di denaro distratte dalle società fallite e poi impiegate per finanziare l’acquisto del credito e la “riacquisizione” della struttura, omettendo peraltro ogni adempimento e comunicazione previsti dalla normativa antiriciclaggio.

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Cronaca

La tragedia di Fondachello: disposta autopsia sul corpo della giovane vittima

Indagini in corso sulla morte di una trentenne: non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella del suicidio

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E adesso, la Procura di Catania ha ordinato l’autopsia sul corpo della giovane trovata morta a Mascali, per chiarire le cause del decesso. La trentenne è stata trovata impiccata nella mattinata di ieri nella casa di villeggiatura a Fondachello, frazione marinara della cittadina del Catanese, dove stava soggiornando con il compagno.

LEGGI ANCHE: Trentenne trovata morta in casa di villeggiatura a Mascali: sentito il compagno

Due giorni fa, la donna aveva avuto una lite con lui, che aveva poi lasciato l’abitazione. Nella giornata di ieri l’uomo è stato ascoltato per diverse ore come testimone dai carabinieri. La casa è stata trovata in ordine e non è stato rinvenuto alcun messaggio da parte della donna.

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La coppia ha due figli. Al momento non si esclude alcuna ipotesi sulle cause della morte, compresa quella del suicidio. Le indagini sono condotte dai Carabinieri della compagnia di Giarre e del comando provinciale di Catania, nel tentativo di fare chiarezza su questa tragica vicenda.

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