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Cronaca

Vietato usare sedie o catene per occupare posti auto: “Multa fino a 680 euro”

Per la legge, chi “blocca” un parcheggio per tenerlo per sé commette due illeciti: ecco cosa ha chiarito la Cassazione

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Il rischio, alla fine, è quello di una multa salata, e pure tanto. E’ assolutamente vietato, in strada, collocare oggetti quali, ad esempio, sedie, cassette di frutta o catene, allo scopo di “conservare” un posto auto. Una consuetudine molto diffusa in città ed in provincia, sulla quale, tuttavia, è intervenuta anche la Cassazione.

La Suprema corte ha dato la propria sentenza per chiarire che la “prenotazione” del posto auto tramite pratiche simili è assolutamente illecito. I rischi, dunque, quando si collocano ostacoli come sedie o altri oggetti, ci sono. Difficilmente l’automobilista si mette a discutere col proprietario dell’oggetto, per evitare, in caso di lite, ritorsioni, ma la denuncia è sempre possibile.

Nel dettaglio, cosa accade a chi occupa un posto auto? Innanzitutto, sono due gli illeciti che vengono commessi: la prima è una violazione amministrativa del codice della strada, quella della “occupazione della sede stradale”, che comporta una multa che varia ed oscilla fra i 169 ed i 680 euro. L’autore dell’opera abusiva può essere obbligato a rimuovere le recinzioni e gli ostacoli frapposti sulla sede stradale.

In secondo luogo, si potrebbe andare anche a commettere un reato, che è quello della invasione di terreni o edifici, e per il quale sono previste la reclusione fino a due anni e una multa che va dai 103 ai 1032 euro. E’ da chiarire che i due illeciti possono anche essere cumulati fra loro e sanzionati contemporaneamente.

L’intervento della Cassazione è arrivato proprio per chiarire come le due norme agiscono su piani diversi: la prima a tutela della sicurezza della circolazione stradale, l’altra a difesa del patrimonio (in questo caso quello pubblico).

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Per arrivare a commettere il reato, tuttavia, è necessario che l’intenzione del colpevole sia quella di realizzare una stabile occupazione. E la cosa accadrebbe quando vengono installati ad esempio due pali metallici piantati con il cemento o altro supporto fisso dentro la strada e collegati da una catena. La sedia, di certo, dimostra una finalità meramente transitoria e occasionale…

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Cronaca

Palermo, uccise il cane Aron, ordinanza del sindaco: “Non potrà più possedere animali”

“Un atto dovuto nel contesto di un’azione criminale e vigliacca che ha provocato dolore e morte”: le parole di Ferrandelli

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Carmelo Russo, l’uomo che lo scorso gennaio in via delle Croci, a Palermo, ha dato fuoco al cane Aron (LEGGI) provocandogli successivamente la morte non potrà più “possedere, acquisire in proprietà e/o detenere animali di qualunque genere e specie a qualsiasi titolo, anche temporaneamente, su tutto il territorio comunale”.

Lo ha stabilito oggi, su proposta dell’assessore al benessere animale Fabrizio Ferrandelli, il sindaco Roberto Lagalla firmando una apposita ordinanza. Questa è estesa anche per eventuali conviventi di Russo e sarà il servizio veterinario della ASP Palermo e la polizia municipale a controllarne periodicamente il rispetto provvedendo al sequestro degli animali eventualmente rinvenuti.

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Secondo l’assessore Ferrandelli “questo è stato un atto dovuto nel contesto di un’azione criminale e vigliacca che ha provocato dolore e morte ad un cane e che ha scosso non poco tutta l’opinione pubblica locale e nazionale. Questa è anche la conferma della mia attenzione e di quella dell’intera Amministrazione per il benessere degli animali che sono e saranno sempre parte integrante della nostra comunità”.

“Un ringraziamento – prosegue – va al sindaco Lagalla per la sensibilità dimostrata sull’argomento e a quelle associazioni che ci sono state vicine sollecitando anche l’emissione di questo sacrosanto provvedimento”.

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Cronaca

Incidente e paura sulla Palermo-Agrigento: 75enne rimane intrappolato fra le lamiere

Intervento tempestivo dei soccorsi per la vittima, un 75enne, coinvolto nell’incidente: l’intervento fra Villafrati e Baucina

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Momenti di grande paura dopo un incidente sulla statale Palermo-Agrigento: l’auto guidata da un uomo di 75 anni è uscita di strada, ribaltandosi nella zona fra Villafrati e Baucina.

I vigili del fuoco sono intervenuti prontamente per estrarre l’uomo dalle lamiere, consegnandolo alle cure dei sanitari del 118. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo, l’automobilista ha ricevuto le prime cure.

L’incidente ha richiesto l’intervento congiunto degli agenti della polizia stradale e dei carabinieri per eseguire i rilievi e regolare il traffico, mentre le squadre del distaccamento di Villafrati del servizio antincendio hanno lavorato per garantire la sicurezza dell’area.

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Cronaca

“Mancato saluto”, aggredisce il vicino a colpi di zappa: in manette 27enne a Palermo

Dopo una furiosa lite, il giovane avrebbe attaccato il suo vicino di casa, un uomo di 54 anni: le indagini e la decisione

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I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Palermo Piazza Verdi hanno arrestato un giovane di 27 anni con l’accusa di tentato omicidio. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica.

L’episodio violento è avvenuto in un pomeriggio di inizio aprile, nei pressi di via Umberto Maddalena. Dopo una furiosa lite, scaturita forse per un “mancato saluto”, il 27enne avrebbe attaccato il suo vicino di casa, un uomo di 54 anni, colpendolo ripetutamente alla testa e al corpo con una zappa. La vittima, che si stava allontanando, è stata aggredita alle spalle e ha riportato gravi ferite.

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Il 54enne è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale “Ingrassia”, dove è stato ricoverato in prognosi riservata e sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le ferite alla testa e agli arti.

L’indagine, svolta immediatamente dopo l’aggressione con metodi tradizionali, ha fornito elementi di gravità tali da giustificare il provvedimento cautelare. Il 27enne è stato condotto presso la casa circondariale “Lorusso Pagliarelli” di Palermo. (foto archivio)

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Cronaca

I traumi e la morte del piccolo Evan: confermato ergastolo per madre e patrigno

La Procura di Siracusa ha ricostruito un quadro di traumi pregressi, tra cui fratture multiple non curate adeguatamente

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La Corte d’Appello di Catania ha confermato la condanna all’ergastolo per Letizia Spatola, 25 anni, e Salvatore Blanco, 33 anni, madre e patrigno del piccolo Evan, deceduto il 17 agosto 2020 a un anno e mezzo a causa di continue percosse e maltrattamenti.

Il bambino era morto per una grave insufficienza cardio-respiratoria da broncopolmonite da aspirazione, secondo i periti dovuta alle lesioni subite nei mesi precedenti. Quando Evan era stato portato al pronto soccorso di Modica, i medici avevano notato ecchimosi sul suo corpo, segnali di abusi protratti nel tempo.

La Procura di Siracusa ha ricostruito un quadro di traumi pregressi, tra cui fratture multiple non curate adeguatamente. Durante un ricovero a luglio 2020 per una frattura alla clavicola, le radiografie avevano rivelato ulteriori lesioni alle costole.

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La Corte d’assise di Siracusa aveva emesso la sentenza il 22 luglio 2022, confermata ora in appello. L’accusa ha sostenuto che il bambino fosse morto per le percosse inflitte dal patrigno, mentre la madre non sarebbe mai intervenuta, anzi avrebbe cercato di nascondere le violenze.

Letizia Spatola, agli arresti domiciliari, ha dichiarato di essere stata succube del compagno, ma gli inquirenti la ritengono consapevole delle violenze. Salvatore Blanco è attualmente in carcere. La nonna paterna di Evan, il padre naturale e gli zii del bimbo si sono costituiti parte civile nel procedimento.

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