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News e Focus

La tempesta di sabbia sulla Sicilia e al Nord: “Asma, bronchite, metalli”, ecco i rischi

Il fenomeno naturale, tanto affascinante quanto imponente, porta con sé effetti contrastanti sulla salute umana e sull’ambiente

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La tempesta di sabbia è ben visibile da giorni, dalle immagini satellitari, su un po’ tutta l’Italia Le aree di colore più scuro, come quella che ricopre il centronord, sono quelle con elevata presenza di sabbia in atmosfera. Ogni anno, le tempeste che arrivano dal Sahara sollevano milioni di tonnellate di polvere fine, che viaggiano migliaia di chilometri attraverso l’atmosfera prima di depositarsi in aree lontane dal loro punto di origine.

Il fenomeno naturale, tanto affascinante quanto imponente, porta con sé effetti contrastanti sulla salute umana e sull’ambiente. Le polveri sahariane possono causare o aggravare problemi respiratori come asma e bronchite ma possono anche trasportare microrganismi e metalli pesanti, aumentando i rischi per la salute. (continua sotto)

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Di contro però svolgono un ruolo ecologico vitale perché trasportano nutrienti essenziali, come il fosforo, verso ecosistemi “poveri” sostenendo la vita marina e la biodiversità nelle foreste contribuendo inoltre alla fertilizzazione dei suoli. I problemi respiratori che può portare sono: asma; tracheite; polmonite; rinite allergica e silicosi.

“Pulviscolo proveniente dal deserto del Sahara sull’Italia e sull’Europa che provoca cieli giallognoli e rossastri che, in caso di pioggia, si potrà depositare su macchine e panni stesi, creando uno strato marroncino, ha spiegato all’Adnkronos il tecnico meteorologo Mattia Gussoni..

“Dopo l’effetto del passaggio di un ciclone in discesa dal Nord Atlantico, nel corso della nuova settima il tempo si stabilizzerà e ci sarà un minor richiamo di correnti da Sud“.

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News e Focus

Mostra la pistola ad un’amica, sparo lo colpisce al cuore: poliziotto muore a 22 anni

Gli sforzi dei medici sono stati vani: sulla vicenda sono partiti gli accertamenti dei carabinieri di Pavia e Vigevano

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Ha perso la vita ad appena 22 anni Christian Rovida, l’agente di polizia di Mortara che venerdì pomeriggio era rimasto gravemente ferito. Era stato raggiunto, nella cittadina in provincia di Pavia, da un colpo partito dalla sua pistola.

Questa si trovava nelle mani di una sua amica. Tutto è accaduto all’interno di una villetta di Gropello Cairoli in Lomellina, come è stato riportato dai giornali locali.

Soccorso dopo l’incidente, il vigile è stato trasportato in ambulanza al Policlinico San Matteo di Pavia, per essere immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico.

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Il ragazzo era già in gravissime condizioni, e gli sforzi dei medici sono stati vani. Sulla vicenda sono partiti gli accertamenti dei carabinieri di Pavia e Vigevano. Così come è stato ricostruito, il ragazzo aveva mostrato la sua pistola d’ordinanza all’amica, ma mentre questa maneggiava l’arma, è partito un colpo che ha raggiunto Christian all’altezza del petto, raggiungendo il cuore.

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“In 6 contro mia figlia”: violenza su una 14enne, ragazzi riprendono e postano il video

Sulla vicenda, che è accaduta in Val d’Aosta, gli atti sono stati trasmessi alla procura per i minorenni di Torino

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Ancora una terribile aggressione ai danni di una giovanissima, con una violenza subita da una ragazzina di appena 14 anni. E’ accaduto tutto in Val d’Aosta, dove è stata la madre della vittima a presentare denuncia.

Nella giornata di ieri la figlia è stata picchiata da un gruppo di coetanee, mentre alcuni ragazzi, così come ha riferito la donna, stavano accanto a riprendere tutta la scena con gli smartphone. Gli atti sono già stati trasmessi alla procura per i minorenni di Torino.

Il video, poi, è stato anche postato sui social, diventando in brevissimo tempo anche virale. Le condizioni della vittima, andata in pronto soccorso con un dolore alla testa, non sarebbero gravi. Secondo il racconto della donna, la figlia aveva un appuntamento con un’amica.

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Quando questa è arrivata, ha iniziato a picchiarla. E con lei altre ragazze. Secondo il racconto della madre, sarebbero state in sei contro la figlia, mentre i maschi riprendevano l’aggressione.

“Il migliore amico di mia figlia non è riuscito a fermarle – ha spiegato la madre, come riportano le cronache locali – perché è stato minacciato dai maschi presenti, e poi scappato e ha chiesto aiuto. Sono sconvolta per quanto è accaduto, sono cose gravi. Noi sappiamo esattamente chi è stato”.

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Shock a Vercelli: bimbo di 5 mesi muore azzannato da pitbull

Inutili sono stati i soccorsi dei medici, intervenuti con l’elisoccorso. Per il piccolo non c’è stato nulla da fare

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Drammatico episodio nella provincia di Vercelli, dove un bimbo di cinque mesi è morto dopo essere stato azzannato dal pitbull di proprietà dei genitori.

Tutto è accaduto nella serata di ieri a Palazzolo Vercellese, dove a lanciare l’allarme sarebbero stati gli stessi genitori del bambino, una giovane coppia trasferita da poco in paese.

Così come è stato accertato, il piccolo si trovava in casa con la nonna, quando è avvenuta l’aggressione, e inutili sono stati i soccorsi dei medici, intervenuti con l’elisoccorso. Per il piccolo non c’è stato nulla da fare, nonostante l’intervento rapido dei sanitari.

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I genitori, trentenni, erano usciti a fare la spesa. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Vercelli, mentre il cane è stato sequestrato dai militari dell’Arma forestale in attesa degli accertamenti. A quanto pare non c’erano mai stati segnalazioni di aggressività del cane.

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Terrore in aereo: l’atterraggio, poi esplode incendio: evacuazione d’emergenza – VIDEO

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I fatti si sono verificati il lunedì di due settimane fa, 6 maggio, ma i video diffusi nelle scorse ore dalle telecamere

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Attimi di vero e proprio terrore, per i 189 passeggeri dell’equipaggio di un Airbus A321neo regolarmente atterrato all’aeroporto di Seattle. Quando il mezzo ha raggiunto la zona in cui sarebbero dovute iniziare le operazioni di discesa a terra dei presenti, infatti, il velivolo ha preso fuoco nella parte anteriore, costringendo hostess e stewards ad attuare un piano di evacuazione di emergenza.

I fatti si sono verificati il lunedì di due settimane fa, 6 maggio, ma i video diffusi nelle scorse ore dalle telecamere dell’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma stanno facendo solo ora il giro del web.

Dopo l’atterraggio da Cancun, in Messico, la situazione sembrava totalmente sotto controllo: il velivolo ha raggiunto l’area di stazionamento, e il personale di bordo si è occupato di svolgere le consuete operazioni di routine.

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Al mezzo era appena stato agganciato il nastro trasportatore per lo scarico delle valigie quando si è sviluppato in modo rapido un incendio nella parte anteriore: proprio sotto la cabina di pilotaggio, infatti, si possono notare chiaramente delle fiamme da cui si origina un denso e scuro fumo. Hostess e stewards hanno reagito prontamente, attivando le procedure per l’evacuazione rapida del velivolo. Il video:

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